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Ferrovia Brescia-Iseo-Edolo
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Ferrovia Palazzolo s/o - Paratico
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Il 1° caso italiano di recupero di una ferrovia

E’ nel 1991 che un gruppo di amici, appassionati di ferrovie, lancia l’idea alle Ferrovie dello Stato, di portare un treno a vapore sulla linea.

Il 26 Maggio 1991, superate le notevoli difficoltà burocratiche, il treno corre di nuovo e giunge a Paratico carico di 400 viaggiatori entusiasti.
Il convoglio è composto da carrozze d'epoca e trainato da un'anziana locomotiva a vapore del deposito di Verona, la 940-022.
Si presenta una valida opportunità: il recupero della ferrovia ad interesse turistico locale.
L’iniziativa è di grande successo e attira un gran numero di persone.
Nello stesso giorno appare per la prima volta in pubblico il “Comitato per il ripristino della ferrovia Palazzolo – Paratico – Sarnico” (costitiuto da ambientalisi del WWF e di altri gruppi locali nonchè da appassionati di ferrovie) che, sul piazzale della stazione di Paratico, espone una mostra fotografica sulla linea e raccoglie firme per chiederne la riapertura regolare al servizio viaggiatori almeno nei giorni festivi.
Nel Novembre successivo si tiene a Sarnico un convegno sull’argomento caratterizzato dalla folta partecipazione di abitanti del luogo, i quali vedono nella ferrovia una risposta economica ed ecologica ai problemi creati dal traffico che blocca questi paesi, specialmente nei fine settimana dalla primavera all’autunno.
L’anno dopo vengono organizzati altri due convogli speciali a trazione diesel, mentre il comitato pubblica uno studio di fattibilità con l’analisi dei costi per ripristino dei treni nei giorni festivi, che risultano essere abbastanza modesti, rispetti a quanto previsto dalle Ferrovie dello Stato.
La proposta trova vasta eco nella stampa locale e di settore e vengono contattati molti enti locali perché si impegnino a far rinascere la linea.
Nel 1994 si verifica la svolta che porterà alla nascita della prima ferrovia turistica italiana.
Grazie alla disponibilità trovata dal comitato presso alcuni dirigenti della Divisione Trasporto locale F.S., viene realizzato un accordo innovativo: il ripristino domenicale, con il fattivo contributo del volontariato, necessario per abbattere le spese. I volontari si prestano per la vendita dei biglietti e, previo corso d’abilitazione, al servizio di custodia e vigilanza dei passaggi a livello.
Nasce L’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO FERROVIA DEL BASSO SEBINO (FBS)
che provvede oltre ai compiti sopra citati, alla ricerca dei contributi da parte di enti locali e sponsor e alla stampa del materiale pubblicitario.
Il 3 Luglio 1994 parte l’iniziativa “Al lago in Treno”, che prevede che un’automotrice diesel Aln 668 corra da Palazzolo a Sarnico, dove è possibile, grazie ad un accordo con la Società di navigazione del Lago d’Iseo, salire sui battelli col solo biglietto acquistato sul treno.
La stagione sperimentale termina il 18 Settembre con un bilancio estremamente positivo, al di sopra della più ottimistica previsione.
L’attività dell’associazione continua di anno in anno sempre con ottimi risultati e con l’intento di organizzare anche molte iniziative collaterali.
Si può ritenere definitivo il consolidamento di questa esperienza che costituisce ormai un punto di riferimento per il ripristino di altre ferrovie dismesse.
 Dal Giugno 1998 la FBS si è aggregata alla Ferrovia Val d'Orcia (FBO) e alla Ferrovia Colle Val d'Elsa (FCP), altri due esempi di recupero ferroviario a scopo turistico, dando vita alla nuova associazione di volontariato non profit, FERROVIE TURISTICHE ITALIANE (F.T.I.).
Dalla statuto di quest'ultima , redatto il 20 Giugno 1998, si legge che:
"L'associazione ha per oggetto principale la promozione della cultura turistico - ferroviaria, la tutela, la promozione e la valorizzazione delle cose di interesse storico e la salvaguardia dell'ambiente.
Al centro dell'attività dell'associazione si pone la promozione e lo sviluppo di un efficiente sistema di trasporti pubblici su tutto il territorio nazionale, privilegiando il trasporto su rotaia ed in modo specifico il ripristino e la gestione del servizio viaggiatori e non, su linee ferroviarie dismesse oppure ancora aperte al traffico regolare ma di notevole valenza ambientale e/o turistica e/o storica”.

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