Il Santuario della Madonna dell’Avello sorge su uno sperone di
colle nella frazione Cerezzata di Ome.
La sua origine è avvolta dalla leggenda: pare che in un luogo vicino, dove ora
si trova una santellina, vi era una grossa pietra nascosta da rovi e muschio.
Una pastorella muta vi infilò per gioco il suo bastone che vi rimase infisso.
Nello sforzo di estrarlo la pastorella cominciò a parlare e subito la gente
accorsa dal paese inneggiò al miracolo. Alcuni uomini spaccarono la pietra e
trovarono all’interno una statua della Madonna. Sembra che sia stata la stessa
statua ad indicare ove riporla, nel luogo dove oggi sorge il santuario, al cui
esterno sono presenti i resti di quella roccia con la parte interna concava
levigata che conteneva la statua.
Un’altra leggenda racconta che una cieca avrebbe riacquistato la vista di fronte
ad una statua della Madonna stranamente ritrovata in una cava vicina: la statua
venne poi portata a Carezzata dagli abitanti di Ome, che eressero il santuario
in suo nome. La tradizione vedrebbe un primitivo oratorio nell’edificio a pianta
centrale che si intravede nello sfondo della tela raffigurante Sant’Apollonia e
Santa Lucia posta nel presbiterio.
La chiesa attuale è del XV secolo e sorge sulle basi di cappelle preesistenti,
delle quali si sono recuperati testimonianze, come capitelli e frammenti di
colonne, durante i lavori di rifacimento del pavimento.
L’architettura è ad aula unica, scandita da due archi a sesto acuto in cotto. Il
presbiterio è a base quadrangolare, ornato da un arco a tutto sesto e paraste
classicheggianti.
Il nome è legato al grande affresco della controfacciata raffigurante la Madonna
in trono e Cristo che emerge dall’avello, datato 1511.
Con la visita di San Carlo Borromeo nel 1580, venne data disposizione di
demolire il portico antistante la chiesa, i cui resti affiorano ancor oggi sul
sagrato a testimonianza dell’antico impianto architettonico.
Nel Settecento vennero eseguite importanti opere di abbellimento: il portale, il
nuovo presbiterio, l’altare e la nicchia per la statua della Madonna col Bambino
(in pietra policroma, di gusto bizantineggiante), l’organo con cassa ad intaglio
e la sagrestia con la volta del 1755.
Negli anni Settanta del Novecento vennero recuperati gli affreschi
cinquecenteschi che ricoprivano le pareti, nascosti da uno strato di calce stesa
nel 1777 per ordine del Vescovo Marino Giorgi.
L’intero ciclo affrescato rappresenta immagini ex voto, volte ad invocare la
liberazione dalla peste e dalle carestie, ringraziare per una guarigione o a
ricordare un defunto ed è riferibile agli anni dell’occupazione francese di
Luigi XII (1509-1512), caratterizzati da ricorrenti pestilenze e dal rovinoso
passaggio delle truppe straniere. Su tutte predomina la raffigurazione della
Madonna in trono con Bambino, accompagnata da Sant’Antonio ( in abiti
pontificali o da monaco), San Rocco, San Sebastiano, Santa Lucia, San Gregorio
Magno ed altri santi. Gli affreschi sono spesso caratterizzati da iscrizioni
sottostanti.
Carezzata di Ome aperto tutte le domeniche dal 25 aprile a settembre: 9.00-
12.00 – 14.00- 18.00 visite prenotate tel. 030652037 (parrocchia di Ome)
030312010 (Signor E. Bino) |