La chiesa si trova nei pressi della strada romana che collegava
la Valtrompia alla Franciacorta, nel nucleo più antico del paese. È nota anche
come Pieve dei Morti perché, come ricorda la lapide in facciata, nel prato
antistante furono seppellite le ossa dei morti di peste del 1630. L'attuale
edificio è quattrocentesco, ma l'esistenza di una chiesa più antica è
documentata a partire dal XII secolo. Presenta una facciata quadrangolare
ingentilita da un elegante portale architravato con timpano triangolare e
decorazioni a candelabre sugli stipiti, che ha sostituito l’originaria facciata
a doppio spiovente con oculo centrale e monofore laterali. L’interno, a navata
unica scandita da quattro campate, ospita numerosi frammenti di affreschi votivi
di pregevole fattura, databili dal 1470 ai primi anni del Cinquecento. La parete
settentrionale della Cappella della S. Croce presenta una decorazione su tre
registri interamente realizzata nel 1476, data che compare più volte sugli
affreschi. Nella fascia superiore sono raffigurate tre scene: l'Annunciazione,
la Natività e l'Adorazione dei Magi. Nei due registri inferiori troviamo una
serie di riquadri votivi che hanno per soggetto figure di santi, la Trinità, una
Madonna in trono ed episodi della storia del Beato Simonino da Trento. Di
particolare interesse è il ciclo pittorico dove appare l’immagine della Madonna
della Misericordia che accoglie sotto il proprio manto una schiera di
Disciplini, con attorno quattro scomparti raffiguranti S. Emiliano, S. Antonino,
S. Lorenzo e S. Bernardo da Chiaravalle. Sul lato opposto si trova una cappella
seicentesca dedicata a San Nicola da Tolentino, che presenta affreschi
attribuibili a Gian Giacomo della Rovere o Giovanni Mauro della Rovere,
realizzata e seguito di interventi sulla chiesa eseguiti in epoca barocca.
L’intervento pittorico più importante, databile fra la fine del Quattrocento e
gli inizi del Cinque, si estende nell’abside. Compartito in sette riquadri,
rappresenta gli Apostoli nei riquadri inferiori e Angeli musicanti in quelli
superiori, mentre al centro campeggia l’Assunzione della Vergine. Sempre
nell’abside si trova anche la grande ancona raffigurante l’Istituzione del
Rosario, circondata da piccoli riquadri con i quindici Misteri del Rosario,
opera del bresciano Luca Mombello. Da osservare è infine il Pulpito di Maviorano,
un frammento di sarcofago risalente all’VIII secolo d.C., con incisioni a basso
rilievo. Tra i soggetti raffigurati, che rimandano a significati
teologico-allegorici legati al cristianesimo, si trova un cavaliere che varca
simbolicamente l’aldilà. La lastra anteriore reca l’iscrizione a caratteri
maiuscoli interpretata come MVIORANUS (firma del lapicida o del defunto) o MAVI
ORANS, da cui l’opera prende l’intitolazione.
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