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Cenni storici
Il lago d’Iseo si estende per circa 65 chilometri quadrati tra le province
di Bergamo e Brescia; è formato dal fiume Oglio, che vi sfocia nella costa
settentrionale e riprende il suo cammino verso il Po tra Paratico e Sarnico.
Regolato dalla diga mobile di Sarnico all'interno dei valori 184.85 e 186.25
m.s.m. (per scopi irrigui), il bacino presenta una larghezza massima di 4.5
chilometri.
La profondità massima è raggiunta, con 251 metri, fra Tavernola Bergamasca e
Siviano di Monte Isola ( l'isola che si eleva all'interno del lago ed è la
più grande fra quelle lacustri italiane).
Chiamato anche Sebino (da “Sebinus lacus” dei Romani), è il settimo lago
d’Italia per estensione.
Già attorno al 1841, in seguito al sorgere di opifici sulle sponde del lago,
si incomincia a trattare il problema del trasporto sul lago.
Alcuni notabili di Lovere fondano la “Società del Battello a Vapore sul lago
Sebino”, dopo aver ottenuto l’approvazione austriaca denominata “Imperial
Regis”, attraverso l'emissione di azioni per il finanziamento.
Il servizio è rivolto a passeggeri e merci, andata e ritorno da Lovere ad
Iseo; è attivo dal 1842 grazie all’acquisto di un battello a vapore di
costruzione inglese, battezzato “Arciduca Leopoldo”.
Il servizio del piroscafo, usato soprattutto per merci e bestiame, continua
ininterrottamente fino al 1854 e in alcuni giorni è previsto anche il
rimorchio delle barche, dove prendevano posto gli uomini in 4° classe,
bestie vive o morte e bestiame.
Nel 1853 subentra una nuova società che commissiona un battello a vapore in
Olanda, varato nel 1854 col nome di “Sebino”, sostituendo l’oramai vecchio
battello precedente.
A causa di un incidente avvenuto nel 1865 (ossia l'affondamento del battello
"Sebino" causato dall'inavvertita apertura di una valvola da parte di un
membro dell'equipaggio) la società armatrice viene messa in liquidazione, ma
il 23 Settembre 1866, i loveresi fondano una terza Società di Navigazione,
che si avvale di un nuovo battello spinto da una macchina a vapore,
battezzato “Commercio” e del vecchio “Sebino" recuperato, ribattezzato
“Tadini” (dal nome di un importante benefattore cremasco del tempo che
lasciò a Lovere quasi tutti i suoi beni).
Iniziano i lavori di costruzione di una darsena a Lovere, che sarà attiva
dal 1884.
Nel 1881 arriva la concorrenza: l’operai iseano Ercole Felice Reina arma un
barcone di 20 metri, lo battezza “Vega” e lo mette in servizio per soli
passeggeri a tariffe ridotte. Poco dopo anche un certo Frosio di Lovere,
socio dissidente del Reina, acquista un battello denominato “Rondinella”e
inizia un servizio misto per merci e passeggeri.
La Società di Navigazione, per combattere la concorrenza, acquista un nuovo
mezzo e lo mette in servizio col nome di “Tonale”, ma nel 1885 appare un
altro concorrente: il battello “Nettuno”, varato dalla casa di spedizioni
“Discorsi e Bonardi”.
Così ben sei piroscafi si contengono la clientela su lago, nella più
completa anarchia di tariffe, orari e abbandono della manutenzione.
Nel 1889 la Società di Navigazione, a causa dell’estrema concorrenza, si
pone in liquidazione, ma con l’atto del 27 Febbraio 1890, dall’autoliquidazione
passa alla proroga e si fonde con le ditte concorrenti.
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